A tutti i Parrocchiani e amici

Lettera 02

4 Dicembre 2020

468 .C’era in quella contrada un uomo di nome Giovanni, di buona fama e di vita anche migliore, ed era molto caro al beato Francesco perchè, pur essendo nobile e molto onorato nella sua regione, stimava più la nobiltà dello spirito che quella della carne. Circa due settimane prima della festa della Natività, il beato Francesco, come spesso faceva, lo chiamò a sè e gli disse: “Se vuoi che celebriamo a Greccio il Natale di Gesù, precedimi e prepara quanto ti dico: vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello”. Appena l’ebbe ascoltato, il fedele e pio amico se ne andò sollecito ad approntare nel luogo designato tutto l’occorrente, secondo il disegno esposto dal Santo.

469 . E giunge il giorno della letizia, il tempo dell’esultanza! Per l’occasione sono qui convocati molti frati da varie parti; uomini e donne arrivano festanti dai casolari della regione, portando ciascuno secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per illuminare quella notte, nella quale s’accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi. Arriva alla fine Francesco: vede che tutto è predisposto secondo il suo desiderio, ed è raggiante di letizia. Ora si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e si introducono il bue e l’asinello. In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l’umiltà. Greccio è divenuto come una nuova Betlemme.

471 . Il fieno che era stato collocato nella mangiatoia fu conservato, perchè per mezzo di esso il Signore guarisse nella sua misericordia giumenti e altri animali. E davvero è avvenuto che in quella regione, giumenti e altri animali, colpiti da diverse malattie, mangiando di quel fieno furono da esse liberati. Anzi, anche alcune donne che, durante un parto faticoso e doloroso, si posero addosso un poco di quel fieno, hanno felicemente partorito. Alla stessa maniera numerosi uomini e donne hanno ritrovato la salute. (Fonti Francescane cap.xxx) 

Concretamente propongo la costruzione di un buon bello Presepe. Abbiamo bisogno di semplicità ed essenzialità.

Abbiamo bisogno di bellezza e umanità.

Prima di uscire per andare al lavoro o sedersi per tanto tempo davanti allo schermo… attraverso “gli occhi del corpo” del bambino dobbiamo riuscire a “vedere il nostro necessario”. Questo ci permetterà di affrontare e vivere meglio le nostre giornate e non sottostare a tanti condizionamenti.

E forse se ci pensiamo bene abbiamo ancora qualche gg per trovare del fieno o comunque della buona borraccina…

A tutti auguro ancora un buon Tempo di Avvento.

don Marco

“Cercate di vedere il nulla assoluto, e in questo nulla la Trinità Santa, imprincipiata e dalla quale tutto principia,
che pensa ciò che esteriorizzerà, ciò che manifesterà, ciò che creerà,
La visione della creazione prima del suo inizio è l’Immacolata Concezione” G.Vannucci