L’ANNUNCIO DELLA PACE1

Il brano evangelico di Gv 20, 19-31 ci mostra Gesù che appare ai discepoli annunciando la Pace! La pace che, dopo tante giornate d’angoscia che aveva sconvolto il loro cuore, era il desiderio più vivo della loro anima. E con la Pace dona loro lo Spirito di santità che cancella le colpe e il loro peso.

A Tommaso che non volle credere all’annunzio della sua risurrezione, rimprovera l’incredulità, e proclama beati quelli che hanno fede senza aver toccato e veduto.

Anche noi abbiamo assoluto bisogno di pace nel travaglio mortale della vita, che non può conoscere sosta se non vuole venir sopraffatta dalle forze insidiose e distruttive, che solo la vigilanza e il lavoro incessante possono vincere; se vuole conquistare un po’ di luce in questo tempo denso di tenebre fitte e paurose; se vuole elevarsi in un’atmosfera pura e serena, dove il cuore possa aprirsi e fiorire. Come uscire da questo sgomento e trovare la pace? Solo Gesù Cristo può darci questa Pace e lo Spirito che perdona.

Non possiamo altro per averla che attenderla da Lui, anelare che Egli venga e la faccia scendere con sé in noi. Ma non crediamo alla sua realtà, alla sua venuta, alla pace che solo Lui può dare! Per questo non abbiamo pace e santità; ci trasciniamo tormentosamente nella schiavitù del peccato.

Quanta bramosia di sensi e di materia è in noi! Quanta fiducia nutriamo nelle nostre forze e capacità, nonostante il perenne sconforto che l’inutilità dei nostri sforzi ci porta nell’anima! Abbiamo energie di lavoro: produrremo, col lavoro, sempre di più! La forza del nostro pensiero, inflessibilmente teso e, per questa tensione, arricchito di sempre maggior potere, ci rende coscienti delle forze che operano in noi e nell’universo.

C’impegniamo a penetrare, con l’acutezza della mente, nel centro dell’oscuro groviglio di queste forze, desiderosi di impadronircene e di dominarle, di scoprirne l’essenza e le leggi per servircene a beneficio della nostra vita. Così potremo costruire il nostro mondo con sapienza e giustizia, convinti che la pace e la gioia fioriranno nel cuore della vita!

E l’energia del lavoro, e la forza del pensiero cadono nello sforzo immane; quando abbiamo prodotto di più, ci troviamo più inquieti, più insoddisfatti: la produzione ci consuma la vita, il benessere raggiunto pesa e opprime, il cuore allora sospira verso l’ingenua, pura, libera povertà!

Il pensiero procede nelle sue conquiste, dopo lungo e aspro cammino si ritrova al punto di partenza: la luce agognata, il centro, sorgente nascosta della realtà e della vita, rimane inesorabilmente sigillato, avvolto nel suo mistero incombente su di noi.

No, non abbiamo in noi forze capaci per la conquista di noi stessi, capaci di darci la Pace, quella reale e vivente.

Beati quelli che credono senza bisogno di toccare, di vedere! Questa parola è dura per noi uomini, ma è la parola di Verità che Cristo ci ha consegnata. Essa richiede una conversione radicale, assoluta di tutto il nostro essere.

Tendiamo verso l’esterno, bisogna volgerci decisamente verso l’interno; pretendiamo imporci alla vita, dobbiamo sottoporci; vogliamo conquistare, bisogna rinunciare e amare. Solo in tale maniera entreremo nella Via della Verità e della Vita: essa è Cristo stesso.

Se ci avvieremo per essa, incontreremo Cristo: essa ci condurrà, attraverso la Croce, alla Verità, alla sanità della Vita, libera dal peccato e dalla morte, diverrà essa stessa luce in cui tutto ciò che è rivelerà se stesso, diverrà calore nel quale tutto ciò che è si dischiuderà nella sua realtà intima, e Cristo si unirà a noi, e vedremo la sua realtà nella Verità, e vivremo con Lui nella pienezza dell’Armonia e fiorirà la Pace.

Ma chi accetta questo, come può vivere sulla terra, la cui legge viene in tal maniera negata radicalmente? Questo è il punto oscuro, pauroso che solo uno slancio sovrumano può superare. E certo che la legge della terra non redime, non porta la Pace, ma schiavitù e guerra; chiunque voglia redenzione e pace a essa deve ribellarsi, essa deve negare perché opposta alla legge di Cristo.

Gesù, consapevole del terrore che questa ribellione avrebbe provocato, ci dice di non temere, perché Lui ha vinto il mondo. La Legge di Cristo, che nega quella del mondo, non distrugge il mondo: sottoponendolo alla verità, alla vita vera, lo redime ed eleva. Il Sacrificio e l’Amore che trasfigurano la mente, nutriti dalla comunione con Cristo, che ne è la sorgente, nutriranno anche la vita della terra che, armonizzando in tal modo l’alto e il basso, raggiungerà più luce e bontà, e troverà in essa la Pace.

Crediamo senza vedere, vedremo senza errore nello splendore eterno in cui tutto è immerso.

1 Giovanni Vannucci, in La vita senza fine, 1a ed. Centro studi ecumenici Giovanni XXIII, Sotto il Monte (BG) ed. CENS, Milano 1985; 2a Domenica di Pasqua, Anno C: «L’Annuncio della Pace». Pag. 76-78.